I fratelli Fashanu

Fashanu bros

Una ventina d’anni orsono Mai dire Gol ci faceva sbellicare ogni settimana, ribadendo ogni volta lo stato di grazia della Gialappa’s Band e del loro geniale programma, che toccava vette di ilarità da allora insuperate, malgrado le seguenti, numerose perle. Teo Teocoli/Peo Pericoli commentava assieme ai tre ragazzacci le immagini di lisci ed errori da tutto il mondo, soprattutto dall’Inghilterra. E il suo idolo era un tale John Fashanu, sgraziato centravanti di colore del Wimbledon, che un posteriore articolo del Times considerò come uno dei 50 peggiori calciatori ad aver mai giocato in Premier League. Peo idolatrava il lungagnone “Fasci“, lo chiamava “La personcina“, e in un indimenticato episodio di Mai dire gol andava persino a Londra a trovarlo. John partecipò divertito al siparietto, probabilmente meravigliato del fatto che qualcuno fosse arrivato dall’Italia per farlo partecipare ad un programma televisivo. Addirittura Peo/Teo si intrufolava negli allenamenti del Wimbledon FC, la squadra di John, e veniva scherzosamente picchiato e fatto cadere dai giocatori inglesi. Magari Teo non era a conoscenza della fama di quella squadra, altrimenti ci avrebbe probabilmente pensato due volte, prima di farsi “picchiare” dai giocatori del team entrato nella storia come The crazy gang.

The Crazy Gang: una squadra di pazzi e picchiatori entrata nella storia del calcio inglese. Il leader, quello più famoso, era Vinnie Jones, l’animale. Rispetto a lui Pasquale Bruno farebbe la figura di un’educanda. C’è una foto famosissima di Vinnie con Paul Gascoigne che dice tutto. Rissoso, cattivo, duro: il bad boy per eccellenza, che infatti è finito a recitare la parte del duro in diversi film britannici. Poi c’era Dennis Wise, piccoletto durissimo e provocatore, che ebbe una notevole carriera nel Chelsea, ricordato per il morso al braccio ad un giocatore del Mallorca e per una famosa frase di Alex Ferguson: “Wise sarebbe capace di scatenare una rissa anche in una stanza vuota“. E poi, tra gli altri, c’era pure Fashanu, altro soggetto non proprio raccomandabile, il centravanti di quella squadra che arrivò persino a battere il fortissimo Liverpool di fine anni ottanta per andare a vincere una FA Cup.

Se però cercate il cognome Fashanu su Google, molto probabilmente troverete più risultati che parlano di un altro tizio: Justin Fashanu. Che era il fratello maggiore di John (un anno più grande), oltre ad essere più bravo di lui: è stato il primo giocatore inglese il cui acquisto abbia sfondato la barriera del milione di sterline, somma sborsata dal Nottingham Forest di Brian Clough per ingaggiarlo dal Norwich City, dove si mise in luce a suon di gol, tra i quali quello che infilò nella porta del Liverpool, votato come miglior rete del 1980 dalla BBC. Ma questi non sono i motivi per i quali Justin è più conosciuto del fratello John. Infatti Justin ha un altro primato: fu il primo calciatore professionista ad ammettere pubblicamente di essere gay, durante un’intervista a un tabloid nel 1990.

JUSTIN FASHANULa carriera di Justin Fashanu nel Nottingham fu molto al di sotto delle aspettative, soprattutto per via delle voci incontrollate riguardanti la sua vita privata, che probabilmente influirono parecchio. Le sue visite ai locali omosessuali della città infatti divennero di dominio pubblico, portando il vulcanico (ed intollerante, va da sé) Clough ad attaccarlo continuamente, deteriorando un rapporto in verità mai decollato. “Dove vai se vuoi del pane?” “In panetteria” “Dove vai se vuoi della carne?” “Dal macellaio” “E allora cosa cazzo vai a fare in un maledetto locale di finocchi?“. Questo delicato scambio dialettico tra Clough e l’attaccante divenne famosissimo e riassumeva in poche frasi il rapporto tra i due, che certamente influì nel pessimo rendimento di Fashanu per la squadra due volte campione d’Europa. Clough lo scaricò la stagione seguente e Justin finì prima al Southampton e successivamente al Notts County, dove però fu vittima di un grave infortunio che lo condizionerà a tal punto che non sarà mai più il calciatore di prima.

L’infortunio portò Fashanu a curarsi negli Stati Uniti, dove alla fine rimase a giocare a Los Angeles, e poi in Canada. Nel 1989 decise di tornare in Inghilterra, cambiando un paio di club senza lasciare alcuna traccia. Nel frattempo il fratello John, meno dotato come calciatore, aveva fortuna come centravanti della crazy gang del Wimbledon FC.  Nel 1990 il giornale The Sun pagò la bellezza di 100.000 sterline per intervistare Justin in un articolo che fece scandalo, nel quale il giocatore usciva allo scoperto confermando la sua omosessualità e raccontando di aver avuto anche storie con diversi giocatori della Lega inglese. Un mondo omofobico e machista come quello del calcio, soprattutto a fine anni ottanta, non poteva tollerare una tale presa di posizione, ed infatti Fashanu venne attaccato in modo durissimo dalla stampa ed abbandonato da tutti, compresi gli amici più vicini. Lo stesso fratello John lo rinnegò pubblicamente per via dell’intervista e Justin si ritrovò solo come un cane in un mondo, quello del calcio britannico, che lo vedeva come una sorta di paria.

Malgrado tutto, continuò a giocare in Inghilterra per diverse squadre, sino al 1997. Nel frattempo il suo stile di vita faceva ovviamente notizia, non solo per il suo coming out, ma anche per la sua passione smodata per i soldi e per le sue spese pazze, oltre che per diversi scandali, tra i quali uno che tirava in ballo persino esponenti politici britannici. Spesso poi queste storie da tabloid erano inventate di sana pianta da Justin per farsi pagare profumatamente da giornali affamati di spazzatura da dare in pasto ai loro lettori. Alla fine fu costretto a lasciare di nuovo l’Inghilterra per iniziare una sorta di pellegrinaggio tra squadre neozelandesi ed americane. Nel 1997 finì a fare l’allenatore nel Maryland, negli Stati Uniti, sino a quel giorno del 1998, quando un diciassettenne americano denunciò alla polizia di essersi risvegliato nel letto di Fashanu mentre costui lo stava violentando. Justin non venne arrestato perché non c’erano prove sufficienti, mentre lui accusava il ragazzo, che aveva conosciuto la notte prima in un bar gay, di averlo ricattato. Malgrado questo permanevano le accuse, che comprendevano anche quella di uso di droghe e somministrazione di alcool ad un minorenne. Il panico portò Fashanu a scappare dagli Usa per tornare in Inghilterra, a Londra, cercando di contattare i suoi vecchi amici per avere aiuto a difendersi dalle accuse, ma nessuno rispose alle sue chiamate.

Il 3 Maggio del 1998 il corpo di Justin Fashanu venne trovato impiccato all’interno di un garage a Londra. Il biglietto ritrovato sul suo cadavere conteneva la sua versione dei fatti per la brutta storia del Maryland, affermando che il rapporto con il ragazzo americano fosse stato consensuale e che il giovane avesse tentato di estorcergli denaro in cambio del silenzio. Era la tragica e triste fine di un uomo che toccò il cielo del successo a vent’anni e che in pochissimo tempo cadde rumorosamente nella polvere anche per via delle sue preferenze sessuali, in un mondo dove la virilità e l’ipocrisia era e continua ad essere tutto. Una sconfitta di tutti, compreso il fratello John, nel frattempo diventato presentatore televisivo di successo in diversi reality show, che in diverse interviste ha affermato di essersi amaramente pentito di aver abbandonato il fratello dopo il suo coming out.

Too late, John.

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