Il rigore di Antonin Panenka

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La settimana scorsa Barcellona ha ospitato per qualche ora un certo Antonin Panenka. Probabilmente il cognome vi dice qualcosa. Magari lo associate a parole come cucchiaio, oppure scavetto, come lo chiamava Totti. Esatto, proprio quello a cui state pensando. Tutti ricordiamo il gran rigore di Andrea Pirlo nei quarti di finale dell’europeo contro l’Inghilterra, vero? Forse non tutti sanno che quel modo di calciare un rigore ha una storia relativamente recente. E che dappertutto, compreso in Spagna, viene chiamato “il Panenka“. Come Antonin Panenka, cecoslovacco, il primo a tirare un rigore un quel modo, a Belgrado, nella finale degli Europei del 1976 contro la Germania (che perse, per una volta, ai rigori).

Durante la sua breve permanenza in Catalogna l’ex calciatore ceco, adesso presidente d’onore dei Bohemians 1905 di Praga, ha parlato amabilmente con tutti, rispondendo a tutte le domande, la maggior parte delle quali, ovviamente, vertevano su quel famoso rigore. Il buon Antonin iniziò a tirare in quel modo in allenamento, dopo aver perso diverse scommesse con il portiere della sua squadra, che gli parava molti rigori. In seguito, a quanto dice, lo utilizzò spesso anche nel campionato cecoslovacco. Lui dice che da professionista tirò 30 rigori in quel modo, sbagliandone solo uno, ma trentacinque, quarant’anni fa non c’erano internet, youtube, le telecamere dappertutto. Con l’aggiunta del non trascurabile fatto che non era facilissimo sapere cosa succedeva nei paesi dell’allora blocco sovietico. Immaginatevi per le partite di calcio.

panenka--300x180-365xXx80Comunque, quel beffardo e spavaldo rigore decisivo, che sconfisse i tedeschi di Sepp Maier, Beckenbauer e tanti altri, da allora divenne un’icona. Maier, a quei tempi il miglior portiere del mondo, non la prese molto bene, perché in tutte le interviste gli chiedevano di quel rigore beffardo con il quale venne ridicolizzato da un signor nessuno. Lo stesso Panenka, che in caso di figuraccia avrebbe rischiato magari i lavori forzati, divenne prigioniero di quel rigore. E il suo cognome passò a definire una sorta di opera d’arte. Tipo “un Picasso“: toh, un Panenka. Di più: ha pure dato il nome a una rivista, ovviamente splendida, che parla di calcio. Panenka, appunto. Con baffoni d’ordinanza. Se masticate un po’ di spagnolo (ma anche se non lo masticate, via), leggetela: ne vale davvero la pena, non ve ne pentirete. Nel paese dei quasi illeggibili Sport, As, Mundo Deportivo e Marca (il meno peggio) Panenka è davvero una boccata di aria fresca, assieme ad altre nuove riviste e giornalisti che cercano di non essere prigionieri del mortale duopolio Barça-Madrid, fregandosene del mainstream e del periodismo-bufanda (giornalismo con la sciarpa, letteralmente), come lo chiamano in Spagna. Osando, proprio come Panenka.

Antonin Panenka ha approfittato della sua visita catalana per fare un po’ di turismo e tra le altre cose è stato pure al Camp Nou, dove il Barça gli ha regalato una maglietta con il suo nome. Ha anche trovato il tempo di girare un video promozionale per Panenka (un meta-video, insomma), dove sfida Cristiano Ronaldo e Messi a tirare un rigore come il suo. Li sfida ad atreverse, a osare, proprio come quel baffuto centrocampista ceco, che divenne immortale quella notte a Belgrado, per un rigore.

El reto de Panenka from PANENKA on Vimeo.

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